la Nasa lancia il concorso da 500 mila dollari- Corriere.it

Se con l’aggettivo spaziale si intende, in senso figurato, eccezionale, straordinario, incredibile e via dicendo, non si pu certo affermare che il cibo degli astronauti in missione sia effettivamente tale. Dai prodotti in polvere a quelli disidratati, dalle pietanze in scatola a quelle refrigerate: non certo il massimo per il palato, complice il fatto che in orbita il senso del gusto si riduce. Soprattutto, per, una prolungata monotonia alimentare pu causare scompensi a livello sia fisico che mentale. Perch mangiare bene non un mero capriccio degli amanti della tavola. Per questo la Nasa, in collaborazione con l’agenzia spaziale canadese, ha lanciato un contest unico nel suo genere. Intitolato Deep Space Food Challenge, premier chi sar in grado di individuare cibo buono e funzionale per le missioni del futuro. Partecipare molto semplice: basta accedere al sito dell’iniziativa e cliccare sul pulsante Register your team. Le iscrizioni chiudono il 28 maggio, mentre i progetti vanno presentati entro il 30 luglio. In palio ci sono gi fino a 500 mila dollari, che la Nasa divider tra massimo 20 gruppi di lavoro che supereranno la prima fase di valutazione. Ma c’ una brutta notizia: si tratta di risorse destinate esclusivamente ai partecipanti statunitensi. Quelli del resto del mondo concorreranno quindi solo per la gloria.

Obiettivo Marte

Come la stessa Nasa ha spiegato in un video YouTube, la necessit trovare di nuove soluzioni nel campo dell’alimentazione spaziale si fatta pi che mai impellente alla luce delle sfide che attendono il settore. L’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale, per esempio, riceve il cibo grazie alle navicelle che la raggiungono periodicamente. Chi si recher su Marte, invece, dovr prepararsi a restare in orbita per almeno tre anni senza alcuna possibilit di rifornimento. Per questo, a quanto si apprende sul sito, la Deep Space Food Challenge alla ricerca di tecnologie che possano ricavare la maggior quantit di cibo possibile con input e sprechi minimi e creare una variet di cibi gustosi, nutrienti e sicuri che richiedano poco tempo per essere preparati da una crew di quattro persone. In altri termini, non si potr prescindere da alimenti che gli astronauti possano produrre in autonomia ma che allo stesso tempo occupino poco spazio e siano facili da cucinare. Il tutto senza rinunciare al gusto e al bilanciamento complessivo della dieta. Mica facile, considerando l’inevitabile penuria d’acqua e di luce solare.

Non solo spazio

Dobbiamo fornire cibo che soddisfi i requisiti calorici e nutrizionali dei nostri astronauti, ma vogliamo fare un passo in pi – ha affermato Grace Douglas, scienziata alimentare presso il Johnson Space Center della Nasa, tra i commissari del concorso –. Vogliamo che la variet, l’accettabilit e il contenuto nutrizionale del regime alimentare scelto abbiano il potenziale di andare oltre il mero sostegno del corpo e soddisfino anche il palato per promuovere la salute sia fisica che psicologica. Poi ha aggiunto: La Nasa possiede gi conoscenze e capacit in questo campo, ma sappiamo che le tecnologie e le idee esistono anche al di fuori dell’agenzia. Il concorso ci aiuter a raggiungere le persone in una variet di discipline che potrebbero essere la chiave per lo sviluppo di queste nuove tecnologie. Non infine escluso che le migliori soluzioni possano essere utilizzate anche sulla Terra, con particolare riferimento alla sostenibilit della produzione e alla riduzione degli sprechi.

5 febbraio 2021 (modifica il 5 febbraio 2021 | 16:09)

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