risalgono a 250 milioni di anni fa- Corriere.it

Come vogliono un po’ tutte le grandi scoperte, la partenza stata quasi fortuita. Una serie di impronte trovate a circa 2.200 metri di quota nella zona dell’Altopiano della Gardetta nell’Alta Val Maira, nel Cuneese. A scoprirle il geologo dronerese Enrico Collo impegnato a scrivere la sua tesi. Con altri ricercatori, ha identificato le tracce di grandi rettili, lasciate fra i fondali fangosi di un’antica costa. Le Alpi occidentali, circa 250 milioni di anni fa, erano bagnate dal mare. Ed erano abitate dai dinosauri. Tra questi, questa l’ipotesi, uno mai studiato prima. Una specie italiana, anzi piemontese.

L’inattesa scoperta paleontologica, appena pubblicata sulla rivista internazionale PeerJ da un team multidisciplinare di ricercatori italiani e svizzeri, descrive una serie di orme fossili impresse da grandi rettili vagamente simili a coccodrilli nel passato pi profondo della nostra regione. Lo studio appena pubblicato a firma di geologi e paleontologi del Muse — Museo delle Scienze di Trento —, dell’Istituto e Museo di Paleontologia dell’Universit di Zurigo e delle Universit di Torino, Roma Sapienza e Genova, in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Alessandria Asti e Cuneo, le descrive in parte come orme fossili dell’icnogenere Chirotherium e istituisce inoltre un tipo di impronta fossile nuova per la scienza, denominata Isochirotherium gardettensis in riferimento all’altopiano in cui stata scoperta.

stato molto emozionante notare appena due fossette impresse nella roccia, spostare un ciuffo erboso e realizzare immediatamente che si trattava di un’impronta lunga oltre trenta centimetri: un vero tuffo nel tempo profondo, con il privilegio di poter appoggiare per primo la mano nella stessa cavit dove in centinaia di milioni di anni se n’era appoggiata soltanto un’altra; mi venuto spontaneo rievocare subito l’immagine dell’animale che lasci, inconsapevolmente, un segno duraturo nel fango morbido e bagnato, ma destinato a divenire roccia e innalzarsi per formare parte della solida ossatura delle Alpi ha dichiarato il paleontologo Edoardo Martinetto del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Universit di Torino, primo scopritore delle nuove tracce.

Secondo Fabio Massimo Petti del Muse — Museo delle Scienze di Trento —, esperto di orme fossili e primo autore del lavoro, si tratta di un ritrovamento unico in Europa: Le orme sono eccezionalmente preservate e con una morfologia talmente peculiare da averci consentito la definizione di una nuova icnospecie che abbiamo deciso di dedicare all’Altopiano della Gardetta.

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