ogni anno scaricate 229 mila tonnellate nel Mediterraneo- Corriere.it

Più che Mare Nostrum, oggi bisogna parlare di Mare Plasticum. Ed è proprio questo il titolo che l’Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura) – ente noto per la Lista rossa degli animali in pericolo — ha voluto dare al rapporto che ha pubblicato sulla plastica presente nel Mediterraneo analizzando gli scarichi di 33 nazioni che si affacciano sul mare.

Italia (purtroppo) in prima fila

Dall’analisi è risultato che ogni anno finiscono nel Mediterraneo 229 mila tonnellate di plastiche di vario tipo, pari al contenuto di 500 container al giorno. Se la tendenza non viene arrestata, tra vent’anni la quantità sarà doppia. Per il 94% dipende da una cattiva gestione dei rifiuti e dalla mancanza di un adeguato sistema di raccolta e riciclo. Oltre la metà della plastica proviene però da soli tre Paesi: 74 mila tonnellate dall’Egitto (32,3%), 34 mila dall’Italia (14,8%) e 24 mila dalla Turchia (10,5%). Se si guarda però alla quantità di plastica rispetto alla popolazione, in testa alla classifica c’è il Montenegro, responsabile di 8 chili per persona all’anno, seguito da altre tre nazioni balcaniche (Albania, Nord Macedonia e Bosnia) con 3 chili a testa all’anno.

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