Siberia: trovati i resti congelati di un orso bruno di 30 mila anni fa

16 settembre 2020 – 09:27

Gli scienziati: «Una scoperta senza precedenti: testa, naso e organi interni sono perfettamente conservati»

di Paolo Virtuani

Siberia: trovati i resti congelati di un orso bruno di 30 mila anni fa
(foto Università federale Nord-orientale/Siberian Times)

Proseguono i ritrovamenti di animali preistorici congelati in Siberia. Dopo mammuth e un puledro di cavallo, in un’isola nel mar Glaciale artico a nord della Siberia sono stati scoperti i resti di un antenato dell’attuale orso bruno, datati tra 22 mila e 39.500 anni fa. I ritrovamenti avvengono come conseguenza dei cambiamenti climatici, particolarmente evidenti nelle regioni artiche, che fanno sciogliere il permafrost, lo strato superficiale di terreno che si è preservato congelato dalla fine dell’ultima glaciazione.

Perfetto stato di conservazione

Nelle isole Ljachov è stata rinvenuta una carcassa quasi intera di una specie di orso bruno. Per studiarla sono stati chiamati gli esperti dell’Università federale Nord-orientale di Yakutsk. Quando si sono trovati davanti i resti, tra i quali la testa, il naso e i denti perfettamente conservati, hanno dichiarato che si tratta di una scoperta «senza precedenti». «Si tratta della prima volta che troviamo un orso così ben conservato con anche i tessuti molli», ha detto la paleontologa russa Lena Grigoreva. «Ha ancora gli organi interni al loro posto. In precedenza erano stati trovati solo teschi e ossa».

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I ritrovamenti

La scoperta è avvenuta nell’isola Grande Ljachovskij da parte di alcuni allevatori nomadi di renne. Negli stessi giorni sono stati rinvenuti anche i resti di un cucciolo di orso delle caverne sulla terraferma siberiana nella regione della Yakuzia, specie che si è estinta circa 15 mila anni fa. L’anno scorso è stato trovato un cucciolo di lupo-cane di 18 mila anni fa e un puledro di cavallo risalente a 42 mila anni fa.

16 settembre 2020 (modifica il 16 settembre 2020 | 09:28)

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