Alex Polidori: «Sono stato Nemo e Koda, ora canto per l’ambiente malato. Ma che possiamo salvare»

Alex Polidori: «Sono stato Nemo e Koda, ora canto per l'ambiente malato. Ma che possiamo salvare»

Hanno condotto generazioni di bambini alla scoperta della natura, nelle profondità oceaniche o nelle foreste del Grande Nord incorniciate dall’aurora boreale. Ma nel mondo reale oggi il pesciolino Nemo finirebbe probabilmente col passare dalla corrente orientale australiana ad una delle isole di plastica che galleggiano negli oceani e le sue amiche tartarughe Schizzo e Scorza rischierebbero di trovarsi impigliate in una rete da pesca fantasma. L’orsetto Koda, invece, al termine del suo viaggio verso il raduno del salmone, potrebbe non riuscire a vedere «le luci che toccano la terra» in un circolo polare artico ormai raggiunto dagli effetti del cambiamento climatico. Alex Polidori, che è stato Nemo e Koda al cinema e che oltre che attore e doppiatore è anche cantautore, ha trasformato il grido d’allarme per le sorti del pianeta in un brano, «Mare di plastica», che esce domani su Spotify e su tutti i principali digital store.

Alex, da dove nasce l’idea di un brano dedicato al mare che muore?
«Un giorno ho visto un servizio in tv sugli ecosistemi distrutti e sulle tante specie animali che stiamo portando all’estinzione. Mi ha molto colpito e mi ha spinto a raccogliere informazioni sul tema. Ho iniziato a scrivere appunti sulle note del telefonino, come faccio spesso con i miei pensieri. Che non sempre diventano poi canzoni. In questo caso sì. Ho ammirato Greta e i giovani dei Fridays for Future, scesi in piazza in tutte le città del mondo. Ho pensato che potessi fare qualche cosa anche io. E ho scelto la musica, un mezzo di comunicazione immediato, soprattutto per le nuove generazioni».

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Tu sei stato anche Spiderman e in questo brano canti che «non ci salvano i supereroi». Chi ci salva allora?
«Ci salviamo da soli, noi esseri umani con le nostre azioni. Del resto, ci siamo messi da soli in questa situazione. Ma ne possiamo uscire. Solo che non c’è tanto tempo. È il momento di agire e possiamo farlo solo noi. Ognuno nel piccolo può fare qualcosa. Noi giovani possiamo fare sentire la nostra voce, poi però sono i governi che devono investire e promuovere iniziative per l’ambiente. Chi ha il potere in mano può fare di più, deve fare di più. Nei film ci sono sempre personaggi eccezionali che salvano il pianeta, nella vita reale non ci sono e non sempre c’è il lieto fine. La sceneggiatura è già scritta, ma non è immutabile. Possiamo cambiarla».

Non sei però molto ottimista. Tu canti: «Il mondo ci chiede aiuto ma è tra i messaggi spam», «Serve solo un miracolo perché ci sia un futuro»; «Ora è già tardi, non esiste poi»…
«Il pessimismo è sacrosanto, ma quel testo è volutamente pessimista perché l’obiettivo è colpire e svegliare le masse. Il brano vuole dare anche il senso della protesta, ho inserito delle parti di archi per rendere la traccia musicale più epica. A tratti ricorda le colonne sonore delle battaglie dei supereroi. Il problema è drammatico. Nella quotidianità tendiamo a non rendercene conto, ma lo è».

I testi delle canzoni che oggi vanno per la maggiore tra i giovani non parlano molto di impegno sociale. Parano di amore o di successo a tutti i costi: auto di lusso, vestiti firmati…
«E’ vero, nelle prime posizioni delle classifiche si trovano spesso brani trap i cui testi non spingono ad essere migliori. Ma ci sono anche canzoni d’amore e a volte qualche testo diverso viene fuori. Qualcuno può magari pensare che cerco di stare al passo con l’attualità per sfruttare un’onda, ma non è così. Anzi, è più facile essere orecchiabili se si resta sulla superficie delle cose. Io voglio invece provare ad entrare nella testa di chi mi ascolta con dei contenuti di maggiore spessore e profondità. E spero che i giovani possano cogliere il messaggio».

I ragazzini che si erano immedesimanti in Nemo e Koda stanno ora diventando adulti e il mondo che si ritrovano è molto diverso da quello dei cartoon. Chi oggi è un genitore non può non pensare a quanto triste sia l’eredità che viene lasciata loro…
«Lo capisco. Anche se ho solo 25 anni sento di avere una vena paterna, che deriva forse dal fatto di avere avuto un padre molto presente e che adoro. Anche io mi chiedo spesso: quando avrò un figlio in che mondo si troverà a vivere? Perché se continuiamo così la situazione può solo peggiorare. Oppure no, dipende da noi. Spero che anche i bambini di oggi possano vedere Nemo e che un domani possano rivederlo magari dal vivo in acque così limpide come nel film. Forse in passato si è parlato troppo poco di questi temi. Oggi nessuno può dire: non lo sapevo».

Un altro tuo brano recente è “Virus Bastardo”, in cui racconti l’Italia del lockdown. Come lo hai vissuto?
«Come tutti, restando in casa, lavorando da lì grazie ad un piccolo home studio e passando molto tempo a leggere e vedere serie tv. Quello è un brano che racconta la quotidianità dell’italiano medio durante la quarantena. È nato in realtà per un esperimento social: ho chiesto ai miei follower di suggerirmi delle parole o delle frasi per poi scrivere una canzone tutti insieme. E così è uscita Virus bastardo. Nello stesso periodo ho notato che sono aumentate molto le visualizzazioni di un’altra mia canzone, Paranoico, che parla molto di igiene. So che molti l’hanno usata come colonna sonora nel periodo dell’emergenza. Ma sono entrambe canzoni ironiche e spero che abbiano portato un po’ di spensieratezza in un momento difficile e triste».

Hai interpretato tanti personaggi, ce n’è uno che senti più tuo degli altri o a cui ti senti di assomigliare maggiormente?
«Ce ne sono tanti in realtà. Ne posso però citare due. Il primo è Spiderman, perché è impacciato quando è Peter Parker, poi è dinamico e forte quando entra in azione. A volte anche io mi sento impacciato e maldestro. Ma quando faccio il mio mestiere mi spoglio di tutte le mie timidezze. Però sono molto legato anche a Koda. Era un personaggio che parlava a raffica, non si spegneva mai. Come me: Koda ero io in versione orso, lo diceva sempre mia madre. E poi mi ha dato una grande possibilità: quella di cantare una canzone con Phil Collins. Mi mandò i suoi complimenti, non potrò mai dimenticarlo».

25 giugno 2020 (modifica il 25 giugno 2020 | 13:37)

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