Come integrare dispositivi IoT nella rete IOTA

Scopriamo in questo articolo, dal taglio prevalentemente applicativo (o pratico), come sia possibile collegare alla rete IOTA vari tipi di dispositivi elettronici, realizzando e sperimentando l’utilizzo della criptovaluta in un sistema IoT reale. Con un Raspberry Pi e pochi altri componenti dimostreremo infatti come sia possibile eseguire dei pagamenti e ottenere dei servizi da un dispositivo fisico

Introduzione

IOTA è una criptovaluta a cui abbiamo dedicato uno spazio considerevole, con una serie di articoli tematici di presentazione e di approfondimento delle sue funzionalità. Il motivo principale di questa scelta risiede nell’applicazione tipica a cui è destinata IOTA, cioè il mondo delle applicazioni IoT. Grazie a caratteristiche quali scalabilità, efficienza, rapidità nella creazione delle transazioni e all’utilizzo della struttura Tangle (un particolare tipo di grafo aciclico diretto, o DAG), IOTA è in grado di supportare agevolmente le transazioni tipiche di un sistema IoT, caratterizzato da micro pagamenti che devono necessariamente essere completati in tempi brevi e in modo totalmente sicuro. In questo articolo, una sorta di guida rivolta a tutte le tipologie di utenti (compresi i principianti) vedremo come seguendo pochi e semplici passi sia possibile utilizzare il protocollo su cui si basa IOTA per effettuare dei micro pagamenti e per ricevere, in cambio, i servizi offerti da un dispositivo fisico reale. Più precisamente, l’obiettivo del progetto presentato nell’articolo è quello di realizzare un semplice circuito che possa essere attivato (alimentato) oppure disattivato basandosi sulla disponibilità di fondi in un determinato wallet/indirizzo IOTA. In modo analogo a molte altre criptovalute, IOTA permette infatti di creare un wallet (portafoglio) al quale viene associato un indirizzo univoco; tramite opportune applicazioni software disponibili per tutte le piattaforme hardware e per i principali tipi di sistema operativi, è poi possibile eseguire delle transazioni di pagamento (prelevando l’importo in IOTA dal wallet selezionato) oppure ricevere dei pagamenti eseguiti in IOTA (fornendo l’indirizzo del proprio wallet come destinatario della transazione). L’idea di associare a una transazione di pagamento l’attivazione di una funzionalità hardware o software o in genere il controllo di un’apparecchiatura elettronica non è poi così lontana dalla realtà: anzi, IOTA è nata soprattutto per supportare le transazioni M2M tipiche del mondo IoT, dove occorre operare con efficienza e sicurezza. Le transazioni possono anche avere importo molto ridotto (si parla, appunto, di micro pagamenti) e non vi è la necessità di “attirare” i miner con commissioni generose poiché in IOTA non esistono miner: la transazione verrà validata e inserita nel Tangle senza dover sborsare alcuna commissione extra. Qualche sviluppatore o ricercatore ha ipotizzato scenari simili a quelli prospettati ma molto più pratici. È infatti possibile trovare in rete più di un video che mostra come attivare una macchinetta del caffè tramite il pagamento eseguito con una criptovaluta: chissà, forse in un prossimo futuro vedremo applicazioni di questo tipo nella vita di tutti i giorni, a partire dalla colazione al bar.

Il progetto

Il cuore del progetto è rappresentato dalla scheda Raspberry Pi 3 B/B+ capace di connessione a internet tramite l’interfaccia WiFi integrata. Con riferimento allo schema a blocchi di Figura 1, oltre al Raspberry Pi il progetto include i seguenti componenti: […]

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