Phreatic: 50 sub volontari nelle grotte marine per studiare l’ambiente e la foca monaca

Phreatic: 50 sub volontari nelle grotte marine per studiare l'ambiente e la foca monaca

Cinque anni di immersioni, oltre 50 speleologi volontari provenienti da varie parti del mondo, nuove tecnologie digitali e modellazione 3D per uno dei pi importanti progetti di Citizen Science: Phreatic,che dal 2014 conduce studi e ricerche nelle grotte sommerse del golfo di Orosei, sulla costa orientale della Sardegna, in collaborazione con ricercatori dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e con il patrocinio della Societ speleologica italiana.

Il raduno

I risultati sono stati presentati al raduno internazionale di speleologia che si concluso nei giorni scorsi a Lettomanoppello, in provincia di Pescara. Dal 2014 gli speleosub volontari di Phreatic prelevano campioni di sedimenti dalle grotte del Bel Torrente, Bue Marino e Utopia, per consentire ai ricercatori Ispra di testare l‘applicabilit di specifici indicatori ambientali, i foraminiferi bentonici, microscopiche conchiglie che vivono nei sedimenti di molti habitat, incluso quelli estremi come le grotte marine del bacino mediterraneo.

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I resti di foca monaca

Sono stati trovati anche 248 ossa di foca monaca mediterranea (Monachus monachus), tra cui crani, mandibole e vertebre, una specie a rischio di estinzione. I frammenti risalgono a epoche remote, fino a 5.000-6.500 anni fa secondo una datazione effettuata al radiocarbonio. Ogni anno sono almeno 50 gli speleosub che vengono da tutta Europa, America e Asia per offrire il loro aiuto ai ricercatori che non possono arrivare in luoghi cos remoti. E lo fanno gratuitamente e con passione, spiega Andrea Marassich, presidente e coordinatore del progetto Phreatic.

5 novembre 2019 (modifica il 5 novembre 2019 | 18:33)

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